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Recensione “Il guardiano degli innocenti” di Andrzej Sapkowski

Autori stranieri Fantasy
8

Ottimo

8

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In questo spazio di teraglyph.com non poteva in alcun modo mancare Il guardiano degli innocenti, il libro forse più famoso in Italia dell’autore polacco Andrzej Sapkowski. In realtà, Il guardiano degli innocenti è più un’antologia di racconti, che non un romanzo vero e proprio. Il pregio di tali racconti è quello di essere collegati tra loro attraverso una serie di rimandi che danno al volume una coerenza interna . Il protagonista di tali racconti è – spesso ma non sempre – lo strigo Geralt di Rivia, vi sono tuttavia molti altri personaggi ricorrenti che ritroveremo anche nel volume successivo (La spada del destino) anch’esso una raccolta di racconti brevi.

Scheda informativa

Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi… Strappato alla sua famiglia quand’era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l’occasione di eliminarlo una volta per tutte.

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La nostra recensione di “Il guardiano degli innocenti: La saga di Geralt di Rivia”

Prendete tutto quello che avete imparato a proposito del fantasy, negli ultimi anni e… dimenticatelo. I romanzi di Andrzej Sapkowski sono eccezionali per la loro originalità, in tempi moderni dove il piattume e gli stereotipi regnano purtroppo sovrani da ormai troppo tempo.
Andrzej Sapkowski è un autore eccezionale, a tratti stravagante. Per comprendere la portata di questo suo essere così peculiare, basti pensare che per la traduzione delle sue opere ha preteso che le stesse fossero tradotte direttamente dalla lingua madre polacca, e non passando per una traduzione secondaria come quella inglese. Una richiesta del genere potrebbe apparire semplicemente strana, stramba, invece è frutto della consapevolezza che lo scrittore ha della sua opera e del suo desiderio che la stessa sia quanto più vicina e fedele all’originale. In fin dei conti, nel leggere Il guardiano degli innocenti ci si rende ben presto conto che la maturità dei suoi testi, la profondità di alcune situazioni, l’uso tagliente della lingua in alcuni dialoghi – arguti e affilati come un fil di spada – sono elementi tali da farci considerare le opere di Sapkowski come un fantasy molto particolare, sicuramente rivolto ad un pubblico adulto.

Questo suo primo libro , il cui titolo riteniamo leggermente fuorviante in quanto forse troppo banale, è in realtà una raccolta di racconti, molti dei quali collegati dalla figura dello strigo Geralt di Rivia. Geralt non è però l’unico personaggio ricorrente e questo dona all’opera un senso di coesione e coerenza interna che non lascia il lettore spiazzato. Si tratta di un’immersione vera e propria in un mondo molto complesso e variegato.

Geralt è un uomo fatto e finito e si muove in un mondo cupo, ostile, molto simile al nostro Medioevo, dove il sentimento spesso dominante è l’egoismo e ognuno pensa ai fatti propri e al proprio personale tornaconto. E quando il sentimento dominante non è l’egoismo, allora è la diffidenza a farla da padrone, una sensazione che Geralt – che di professione fa l’ammazza mostri – vive sulla propria pelle giorno dopo giorno. Eppure, lo strigo di Rivia rimane un uomo con un ferreo codice morale che segue a qualsiasi costo. Non è un eroe perfetto, anzi non è un eroe affatto e molte volte commette errori frutto della sua natura umana e per questo fallibile. Ma è un protagonista moderno, mai sopra le righe, mai predestinato, mai preconfezionato.

Come anticipato, Geralt vive in un mondo ricco di sfaccettature che potremmo considerare una sorta di mondo parallelo al nostro, dove male e bene coesistono e spesso si confondono l’uno con l’altro. Un mondo dove non tutto è bianco e nero, ma dove esistono infinite zone d’ombra abitate dai personaggi di Sapkowski, tutti caratterizzati da un approfondimento fuori dal comune che li rende diametralmente opposti agli stereotipi cui il mondo del fantasy si è andato, via via, adeguando.

Riguardo lo stile di scrittura, esso è scorrevole e veloce. L’autore lascia che a parlare siano i fatti e non la narrazione che non si perde mai dietro descrizioni inutili o fin troppo prolisse. A farne le spese, soprattutto in questa prima antologia, è la comprensione della natura di alcune creature frutto della fantasia dello scrittore polacco e che forse avrebbero avuto bisogno di un approfondimento maggiore. Ma a parte ciò, il libro si legge in fretta, anzi si divora. Merito anche – e forse soprattutto – della costellazione dei personaggi creati da Sapkowski, Geralt in testa.

In definitiva, Il guardiano degli innocenti è un libro che ci sentiamo di consigliare vivamente a tutti gli amanti del fantasy puro, vecchio stile. Se avete voglia di combattimenti avvincenti ma coerenti, di personaggi con le loro debolezze, umani e per questo fallibili, se avete voglia di leggere un libro ricco di sfumature e sfaccettature che vi farà riflettere anche da un punto di vista etico, Il guardiano degli innocenti è ciò che fa per voi. Ne resterete completamente catturati e non potrete fare a meno di innamorarvene.

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  • Prendete tutto quello che sapete del fantasy moderno e... dimenticatelo. Sapkowski scrive Fantasy con la F maiuscola, forse come pochi altri sanno fare.
  • I personaggi sono credibili, hanno un background e una psicologia molto approfondita e per nulla stereotipata.
  • I racconti sono ricchi di azione e lasciano che a parlare siano i fatti, non le parole.

Bad

  • Se vi piacciono le descrizioni prolisse e approfondite, Sapkowski con il suo stile asciutto quasi adescrittivo non farà per voi.
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